Obbligazioni subordinate & co: sai cosa hai in mano?

In tempo di bail-in consapevolezza necessaria
Il CTCU offre controllo della documentazione bancaria


La vicenda non conclusa delle 4 banche salvate ha creato scompiglio anche fra i clienti bancari in Alto Adige. Molti si domandano ora: sono sicuri i miei risparmi investiti in azioni e obbligazioni delle banche (locali)? I prodotti che ho acquistato: si tratta forse delle ormai famigerate “obbligazioni subordinate”? A cosa devo fare attenzione quando deciderò di investire in banca d'ora in avanti? Queste ed altre domande vengono poste quotidianamente anche ai consulenti per i servizi finanziari del CTCU.

Per chi ha già investito in azioni e obbligazioni subordinate di una banca

Le azioni bancarie, in particolar modo, di banche non quotate, non sono prodotti finanziari adatti a chiunque. Il loro grado di rischio è fuori da ogni discussione “alto” e quindi chi NON ha propensione a rischiare il proprio capitale, è meglio che eviti di imbarcarsi in questo affare. Sono inoltri titoli “illiquidi” cioè è molto difficile, per non dire a volte impossibile, venderli, soprattutto quando la banca non naviga in buone acque.

Le obbligazioni subordinate incorporano anch'esse un rischio elevato in caso di dissesto bancario. Più lontana nel tempo la loro scadenza (spesso si parla di titoli che hanno durata anche di 5/6 anni o piú), maggiore sarà il rischio di perdere il proprio capitale in caso di peggioramento della solidità finanziaria della banca che le ha emesse. Se poi dovesse capitare la procedura di bail-in (vedi www.centroconsumatori.it), dopo le azioni, le obbligazioni subordinate sono quelle che “partono” e ... buonanotte suonatori. Vai poi tu a recuperare i soldi davanti ai Tribunali ...

Per chi ha già effettuato l'acquisto qualche anno o mese fa, l'unica cosa che si può fare ora è (far) dare una controllatina a qualche esperto indipendente della documentazione sottoscritta in banca e del portafoglio esistente, per valutare anche cosa sia diventato più pericoloso con le regole del bail-in.

La documentazione principale da chiedere in banca e far controllare è la seguente: contratto quadro di investimento, profilo del rischio vigente al momento dell'investimento, scheda informativa rilasciata prima o al momento dell'acquisto del prodotto, ordine e conferma dell'acquisto.

Le sorprese potrebbero non mancare: già in molti casi esaminati in questi ultimi mesi dai consulenti del CTCU, soprattutto per quanto riguarda la vendita di azioni da parte di banche locali negli anni scorsi, sono state riscontrate gravi violazioni o aggiramenti della normativa sull'intermediazione finanziaria. Come anche sono stati verificati casi di non corretta attribuzione oppure di “forzature” nell'attribuzione del profilo di rischio, come ad esempio, casi di clienti che avevano da un lato chiaramente detto di non voler rischiare e si sono trovati attribuito dalla banca un profilo di rischio “medio-alto” o peggio ancora “alto”.

“Informarsi bene prima di effettuare un investimento, e non solo in banca, – afferma Walther Andreaus, direttore del CTCU – è la prima precauzione da prendere, per evitare brutte sorprese poi, come quelle che stanno toccando migliaia di risparmiatori delle 4 banche salvate. Ciò vale per qualsiasi prodotto o servizio che si vuole acquistare, a maggior ragione vale per i prodotti finanziari, che per i più sono ancora “oggetti misteriosi”. La fiducia nel bancario va bene, ma ricordarsi che spesso le banche hanno interessi e scopi diametralmente opposti a quelli dei propri clienti (leggasi “conflitti di interessi”). E i fatti di questi giorni stanno lì ad insegnarcelo ...”


Comunicato stampa
Bolzano, 21/12/2015