Solleciti di pagamento a valanga dell'Azienda Sanitaria

Il CTCU: procedure di incasso inaccettabili!


>> Aggiornamento 28/01/2016: Incontro Azienda Sanitaria - CTCU


Molti, moltissimi i cittadini che stanno ricevendo in questi giorni raccomandate con solleciti di pagamento da parte dell'Azienda Sanitaria, sulla cui legittimità si avanza più di qualche dubbio. Così, ad esempio, si sollecita il pagamento di fatture asseritamente ”non saldate”, emesse negli anni 2004 e 2005 – ma queste fatture si prescrivono in 10 anni, a meno che non sia comprovata da parte del soggetto creditore l'interruzione tempestiva di tale termine.

Altri cittadini hanno invece ricevuto dei solleciti per importi asseritamente “dovuti”, sempre a dire della stessa Azienda, nei quali manca tuttavia qualsiasi riferimento ad un numero di fattura o alla data di emissione o al nome dell'assistito (i relativi campi sono stati lasciati vuoti). Le chiamate agli uffici di competenza sembrano seguire una logica da “tombola”: mentre, infatti, ad un utente viene assicurato che “la sua fattura del 2005 risulta prescritta e che quindi il credito non sussiste e che non deve preoccuparsi”, ad un altro utente viene fatto intendere invece che “il credito del 2004 sussiste eccome e che l'importo richiesto va pagato subito, che contestare il sollecito non servirà a niente, e che chi non paga dovrà subire un pignoramento”.

Al Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU) tutta la faccenda ha fatto alzare più di qualche sopracciglio: sebbene il tentativo di incasso di fatture non saldate da parte di aziende, pubbliche o private, sia certamente cosa usuale, per i casi in questione si dovrebbero seguire quanto meno i principi validi per la pubblica amministrazione e cioè quelli dell'economicità, efficacia ed efficienza. Inoltre, una domanda sorge spontanea: come mai solo ora l'Azienda si occupa dell'incasso di fatture di oltre 10 anni fa? Come mai non ha agito prima per incassare i suoi asseriti vecchi crediti nei confronti degli utenti?

“Ci attendiamo adeguate proposte da parte dell'Ente per risolvere tali situazioni, proposte che dovranno essere concordate con i rappresentanti degli utenti e con chiare indicazioni da parte dei responsabili del procedimento amministrativo” riassume il Direttore del CTCU, Walther Andreaus. “Far subire ai cittadini gli effetti di negligenze e ritardi da parte di qualcuno non mette certo in buona luce la qualità organizzativa di un'Azienda pubblica”.

>>Cosa fare se si riceve uno di questi solleciti? Ecco i nostri consigli


Comunicato stampa
Bolzano, 20/01/2016