Corte di Giustizia dell’UE: no agli OGM nel miele
Invertita di 180° l’interpretazione di diritto


La sentenza emessa pochi giorni fa dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea avrà senz’altro importante conseguenze, sia per il mercato che per i consumatori. La sentenza stabilisce che qualsiasi miele che contenga anche solo tracce di polline proveniente da piante geneticamente modificate, possa essere venduto soltanto previa esplicita ammissione al commercio. Pertanto con questa sentenza la Corte Europea ha avallato, almeno per quanto riguarda il miele, la richiesta di introdurre una normativa a “tolleranza zero” per tracce di materiale geneticamente modificato. In futuro, per miele contenente tracce di polline di piante geneticamente modificate sarà necessaria una specifica ammissione nel mercato, e il miele dovrà essere appositamente etichettato. Allo stato giuridico finora vigente, la dichiarazione “modificato geneticamente” andava apposta soltanto su alimenti in cui la parte di organismi geneticamente modificati (OGM) contenuta nel prodotto superava lo 0,9%. Se la percentuale contenuta era inferiore, se era dovuta al caso oppure tecnicamente inevitabile, non vi era alcun obbligo di dichiarazione. Con la nuova sentenza, anche una minima parte di polline proveniente da OGM viene considerata “prodotta da OGM”, ed inoltre ritenuta come “ingrediente” del miele. La Corte, così facendo, batte nuove strade, in quanto questo ingrediente non viene né inserito di proposito, né ha delle ripercussioni qualitative. Intanto anche tracce di polline OGM sono soggette all’obbligo di ammissione, creando i seguenti scenari:
  • A) una pianta geneticamente modificata è ammessa per gli alimenti. In tal caso, l’ammissione adesso vale anche per il miele, che può essere venduto, ma è soggetto all’obbligo di dichiarazione.
  • B) Una pianta geneticamente modificata non è ammessa per gli alimenti. In questa caso, anche tracce del relativo polline nel miele fanno sì che il miele non possa essere venduto.
La nuova interpretazione avrà degli impatti soprattutto sul miele prodotto in paesi in cui di sovente si ricorre all’utilizzo di ingegneria genetica; in particolare saranno interessati le produzioni di miele provenienti dal Canada, dall’Argentina o dal Brasile, tutte e tre paesi in cui l’ingegneria genetica ha un grande ruolo nell’agricoltura, e in cui vengono legalmente coltivati vegetali geneticamente modificati, come mais, colza e soia.


Comunicato stampa
19.09.2011